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Oratorio
di Santa Maria
In epoca romanica l'antico borgo di
Garbagna non possedeva soltanto costruzioni difensive ma anche edifici
religiosi ed uno di questi, fortunatamente conservato pressoché intatto,
è rimasto a testimoniare tale periodo.
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Si tratta della
chiesa di Santa Maria, conosciuta localmente con il toponimo di
Madonna di Campagna.
L'edificio, monumento nazionale, è datato dagli storici dell'arte
all'ultimo quarto del secolo XI. Esso si trova ubicato a nord est
dell'abitato, da cui dista circa cinquecento metri.
Ernesto Colli, uno studioso locale, considera la chiesa un raro
pezzo |

Vecchia
foto della Chiesa di Santa Maria |
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Odierna foto della chiesa di Santa
Maria |
d'arte
fiorito fra i campi: uno scrigno prezioso, degno di essere ammirato
all'esterno e visitato con attenzione all’interno.
L'oratorio, citato in una pergamena datata 1077, è un edificio a
navata unica, con copertura lignea a campana ed abside
semicircolare.
Esternamente la superficie dell'abside è
scandita in cinque specchiature da paraste che partono da un basamento
dal modico |
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aggetto ed alto circa 80 centimetri. Le specchiature sono
decorate in alto da archetti ciechi disposti a gruppi di tre.
La luce era, originariamente, assicurata da quattro finestre monofore
strombate: due collocate sull'abside e due aperte sul lato meridionale.
Le finestre furono tamponate, cioè chiuse con muratura, nel secolo XV,
quando l'interno della chiesa fu arricchito dagli affreschi.
La chiesa subì un rifacimento in età gotica: a tale periodo si possono
infatti far risalire le arcature a dentelli, ancora visibili
nell'interno del locale costruito a ridosso della chiesa nel secolo XIX
ed ora utilizzato come sacrestia. Le arcature a dentelli, in origine,
dovevano decorare anche il lato nord.
L'odierna facciata è un rifacimento neoclassico effettuato nel 1908 e
modificato successivamente.
La muratura dell'abside della chiesa è
costituita da mattoni di buona fattura disposti orizzontalmente ed uniti
fra loro da abbondante malta; la muratura dei lati e della facciata è
invece composta da materiale non omogeneo, di riutilizzo, come i
frammenti di tegoloni romani posati a lisca di pesce, intervallati da
corsi orizzontali di mattoni posati di piatto.
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Vista frontale Chiesa di Santa
Maria |
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Vista posteriore Chiesa di
Santa Maria
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Particolare della Muratura laterale |
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Pietà densa di dolore |
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Madonna con Bimbo e piccola S.
Elena |
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L’interno della chiesa è impreziosito da
una serie di tredici affreschi di notevole importanza storica ed
artistica, dipinti nel corso del secolo XV. Nel catino dell'abside è
una Pietà, densa di grande tensione drammatica, ancora ricca di echi
romanici, risalente ai primi anni del Quattrocento: della stessa
epoca sono una Madonna con Bambino e una piccola Sant'Elena, poste
accanto all'affresco citato. |
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Più tarda, del 1481, è la Madonna in
trono incoronata da due angeli con committente presentato da San
Francesco.
L'affresco è firmato da Tommaso Cagnoli ed è ritenuto dalla
critica artistica attuale opera essenziale per la conoscenza di
questo importante pittore novarese. |

Madonna incoronata dai due
angeli |
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Il Cagnoli, come altri pittori che operano
nel nostro territorio in questo periodo, è riuscito, infatti, a rendere
comprensibili anche alla popolazione più modesta, i caratteri colti
della scuola pittorica legata alla corte dei duchi di Milano. Le sue
composizioni presentano uno schema semplice, con simboli chiaramente
individuabili (il trono, la corona dorata con le pietre preziose, il
nobile che in segno di rispetto regge il cappello tra le mani…), nelle
quali i personaggi sono disposti nello spazio senza sovrapposizioni. Le
influenze derivate dalla ricca pittura di corte sono riconoscibili nella
preziosità dei tessuti di velluto decorati con i motivi della pigna,
nella levigata raffinatezza dei volti, dolci e rosati, nella delicata
variazione dei colori.
La decorazione dell'abside è completata dagli affreschi di San Bernardo
e di San Bovo da un lato e di Pier Lombardo e di San Nicola di Tolentino
dall'altro. Lungo la parete di sinistra si susseguono riquadri con
Madonne con Bambino, di cui una con committente in adorazione. |
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La scena più importante del ciclo che decora la chiesa è il riquadro che
raffigura il Miracolo di San Eustachio-Uberto, sia per la particolarità
dell'episodio narrato sia per le qualità artistiche. Anche in questo
caso la cultura di corte filtra attraverso la struttura dell’immagine
nel recupero della leggenda di Uberto che si identifica con Sant'Eustachio.
La scena religiosa si trasforma in una scena di caccia, di vita
signorile: l’evento sacro è affidato al solo Crocifisso che,
miracolosamente, appare fra le corna del cervo.
Tutti i dipinti sono stati recentemente restaurati ed appaiono così al
visitatore nella loro totale ed originale bellezza.
Nelle giornate 5 e 6 dello scorso aprile
2003 il Santuario è stato sede di un convegno, organizzato da Provincia
e Regione, nell'ambito dell'iniziativa "Itinerari d'arte nel Novarese" –
"Alla scoperta di antichi oratori campestri…"
Le fonti bibliografiche relative a "Oratorio di Santa Maria"
e le foto degli affreschi, sono state fornite
dall'Amministrazione comunale.
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La chiesa parrocchiale e Palazzo Caroelli cliccando
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